Buona Festa della Repubblica Italiana

Scheda referendum istituzionale 1946

Oggi si festeggia la Repubblica Italiana perchè il 2 e 3 giugno 1946 i cittadini italiani furono chiamati alle urne per scegliere la forma del governo, monarchia o repubblica.

Fu un referendum importante per l’Italia e per gli italiani, perchè fu la prima votazione in Italia a suffragio universale dove votarono anche le donne e perchè fu il primo referendum a quorum zero. Insieme si votò anche per eleggere l’Assemblea Costituente che ebbe il compito di scrivere la Costituzione della Repubblica Italiana, ancora oggi giovane ed attuale con valori ed ideali in parte ancora da raggiungere.

Personalmente ritengo questa festa la più significativa per gli italiani, perchè parteciparono attivamente alla direzione del nuovo governo, nel momento della ricostruzione dopo la fine della seconda guerra mondiale. L’Assemblea Costituente tracciò un’illuminata politica di coesione nazionale e diede vita ad una delle migliori costituzioni oggi esistenti al mondo.

Riporto un passaggio del Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei del 1955:

“Però vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica, indifferentismo, che è, non qui per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghi strati, in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. La politica è una brutta cosa. Che me ne importa della politica. E io quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà di quei due emigranti, due contadini che traversavano l’oceano, su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca, con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora uno di questi contadini, impaurito, domanda a un marinaio “ ma siamo in pericolo?” e questo dice “secondo me, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda.” Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno, dice: “Beppe, Beppe, Beppe”,….“che c’è!” … “Se continua questo mare, tra mezz’ora, il bastimento affonda” e quello dice ”che me ne importa, non è mica mio!” Questo è l’ indifferentismo alla politica.

E’ così bello e così comodo. La libertà c’è, si vive in regime di libertà, ci sono altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io. Il mondo è così bello. E vero! Ci sono tante belle cose da vedere, da godere oltre che ad occuparsi di politica. E la politica non è una piacevole cosa. Però, la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare,vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.

La Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va affondo, va affondo per tutti questo bastimento. E’ la Carta della propria libertà. La Carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo. Io mi ricordo le prime elezioni, dopo la caduta del fascismo, il 6 giugno del 1946; questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto delle libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare, dopo un periodo di orrori, di caos: la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò a votare. Io ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui. Queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni. Disciplinata e lieta. Perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare, questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, della nostra patria, della nostra terra; disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese. Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto, questo è uno delle gioie della vita, rendersi conto che ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo.”

È con questo spirito che il Comitato Quorum Zero e Più Democrazia vi augura una buona Festa della Repubblica, affinchè con il vostro impegno potremo insieme migliorare la Costituzione, sostenendo la nostra proposta di legge, e chiedere più democrazia nei nostri comuni.

A Vicenza, dove abito, il Consiglio Comunale all’inizio dell’anno ha deliberato il nuovo Statuto Comunale inserendo i referendum abrogativi e propositivi senza quorum. L’impegno di Annamaria, Fulvio, Fabio, Eugenio, mio e di tutti gli altri che ci aiutano è ora quello di definire nel regolamento degli istituti di partecipazione buone regole a favore dell’iniziativa popolare e dell’effettiva ed efficacie incisività della volontà dei cittadini nella compartecipazione alla vita politica locale.
Altrove stanno crescendo e nascendo comitati locali apartitici per promuovere questi strumenti di democrazia diretta nei propri comuni, tra cui Firenze, Trento, Rovereto, Sesto San Giovanni, Mozzate, Chieti, Jesolo, Cavallino Treporti, Spinea, Eraclea, Giarre, San Donà di Piave, Cles  ed altri.
I comuni italiani sono più di ottomila, siamo all’inizio e la strada è lunga. Anche tu puoi aiutarci con le tue competenze, diventiamo compagni di viaggio?

Gli strumenti di democrazia diretta sono molti, ben descritti nella nostra proposta di legge, si parte sempre dai referendum propositivi ed abrogativi, con quorum zero e deliberativi. Questi strumenti sono importanti e necessari per affiancare una democrazia rappresentativa, quasi fosse un deterrente, strumenti da usare al bisogno, cioè quando i nostri rappresentanti non riescano o non vogliano accogliere le richieste promosse dal basso. Questa è la nostra soluzione per migliorare, insieme, la Politica che ci circonda.

Buona Festa della Repubblica,
Fabio Zancan

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