Riunione on-line di Venerdì 8 febbraio 2013

Riunione 20130208

Verbalino Venerdì, 8 febbraio 2013 ore 21:30
Quorum Zero e Più Democrazia,  riunione skype

Partecipanti: Gianni Ceri, Matteo Rigotti, Lisa Gandini, Pasquale Allegro, Alessandro Calderan, Fabio Zancan, Giacomo Sansoni.

Ordine del Giorno:
- Primi passi nei comuni
- Presentare Quorum Zero e Più Democrazia ai candidati
- Obiettivi futuri e strumenti da adottare per raggiungere gli obiettivi

La volontà di quest’anno è di ripetere l’iniziativa nazionale nei Comuni italiani, cercando la collaborazione di cittadini interessati ad implementare la democrazia diretta nei propri territori. Le persone tra di noi più esperte e volenterose potranno prestare il loro aiuto per individuare le strategie d’intervento.

- Primi passi nei Comuni
Si discute delle varie iniziative possibili per promuovere gli strumenti di Democrazia Diretta nei Comuni italiani, gli strumenti sempre presenti sono: petizione, proposta di delibera di iniziativa popolare, referendum consultivi e via via

In alcuni comuni manca il regolamento attuativo, ma se è la legge che richiede questi strumenti essi devono esser utilizzati anche senza regolamento. In alcuni casi si è fatto ricorso al difensore civico regionale con esito positivo. Bisogna valutare caso per caso.

- Presentare l’iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia ai candidati, è possibile intervistarli per capire se sono favorevoli alle proposte degli strumenti di democrazia diretta. Interviste da pubblicare come ha fatto a suo tempo il Comitato Più Democrazia e Partecipazione di Vicenza:

- Obiettivi:
Portare la nostra proposta nei Comuni italiani, cercando nei territori persone interessate ad attivarsi localmente, con il supporto di persone più esperte che abbiano già attivato gli strumenti nei propri comuni.
- Condividere i risultati, far emergere gli esempi dove gli strumenti hanno funzionato.

Esempio, referendum propositivo contro l’inceneritore in Val D’Aosta:
http://www.vallevirtuosa.it/la-nostra-storia/quesito-referendario/

Proposte per i Comuni:
- Preparazione del sito per creare uno strumento di confronto per chi vuole attivare il proprio comune, caricare il proprio statuto e regolamento, verificare quali strumenti hanno già, con quali caretteristiche e di conseguenza capire come si possono implementare. Trovare anche il modo di far interagire persone anche di comuni vicini.
- Pubblicazione di Statuto e regolamenti nel sito web del Comune.
- Trasparenza dei documenti (via pec).
- Strumenti di democrazia diretta da implementare.
- Condivisione dei risultati raggiunti.
- Mappa dei Comuni attivati, con appunti.

Altre proposte:
- serate sulla democrazia diretta, dove i più esperti possono aiutare.
- laboratorio sulla democrazia diretta, per i nuovi attivisti e per vederci tra “vecchi”.
- video di inchiesta sul nostro operato, da Michelotto ad oggi.. e domani

Matteo:
prima di qualunque cosa bisogna vedere il film “Amazing Grace“.
http://it.wikipedia.org/wiki/Amazing_Grace_%28film_2006%29

Gruppo di lavoro facebook:
http://www.facebook.com/groups/quorumzeropiudemocrazia/

4 Responses to Riunione on-line di Venerdì 8 febbraio 2013

  1. Urgono potenti iniezioni di democrazia diretta per equilibrare i rapporti iniziando con l’eliminare il Quorum ai referendum per rafforzarli;
    Introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi;
    Inoltre, per aumentare la contendibilità oltre al suddetto sistema elettorale SEMIALTERNO sarebbe opportuno che ogni agenda dei programmi elettorali acquisiscano quanto di seguito si va proponendo quale road map verso una democrazia a bipolarismo contendibile aperto e partecipativa:
    Introdurre il sistema elettorale SEMIALTERNO che basandosi su mandate al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Dispositivo elettorale organico per rendere l’impianto sin dagli ingressi a bipolarismo contendibile aperto nel suo complesso!
    Istituzionalizzare le primarie di collegio secondo il criterio aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana ed altrove;
    Aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale anche per le primarie per riscattarci da una siffatta immanente sfacciata ed imperante cooptazione per: lobbismo, nepotismo, clientelismo degli apparati partitocratici;
    Introdurre l’istituto del “recall” – ostracismo – quale minimale esigenza d’equilibrio all’art. 67 – “quel …senza vincolo di mandato” per ovviare a quei furtivi cambi di casacca denominati flip-flop nello slang della politica americana che indica il cambiare opinione e partito subito dopo essere stati eletti (per meglio avvicinarsi a dove si mestola la sbobba!?) Qualificabili come flip-flopper sono i voltagabbana, quelli che passano da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro. Pertanto il recall sarebbe un istituto di tutela come è già presente da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani;
    Serve infondere maggiore concorrenza diversamente si traspirerà la solita aria fritta come sta accadendo nell’attuale campagna elettorale che si “eccita” maggiormente dettando notizie sui reciproci insulti anziché praticare autentici raffronti dei programmi (realistici e possibili!) cosicché tutto s’appiattisce sotto la sferza delle agenzie di rilevazione dell’orientamento politico – demoscopico che fanno da padrone, risultandone così uniche a farsi effettivamente concorrenza! Quando queste agenzie durante ogni campagna elettorale dovrebbero essere per decreto zittite, in quanto agiscono sostanzialmente da impropri improvvidi effimeri riproduttori, amplificatori…
    Quanto lo sono state e vi permangono esserlo le agenzie di rating nell’alterare speculativamente o rendere più effervescenti i mercati della finanza creativa ai soli specifici fini speculativi con operatori ligi al cinico click dell’algoritmo creativo quando non s’allettano a variarne il Libor (London Interbank Offered Rate) Lo scandalo dei tassi truccati che sta estendendo multe ai manager per l’impropria manomissione del Libor (Barclay – £ 290 Milioni, Royal Bank of Scotland- $ 612 Milioni, Ubs $1,5 miliardi e la Morgan, Citigroup e Deutsche Bank, Société Général.! Perfino Obama se ne accorto “solo ieri l’altro!?” che bisognava far qualcosa e sta incalzando la Standard & Poor’s (che c’ha effettivamente resi tutti poveri!!! Cosicché Obama ne pretende ben 5 di miliardi di Dollari dalla Standard & Poor’s!) le agenzie di rating soliti speculatori quando invece in Europa continuano a dormirci così come, in Italia (tranne la procura di Trani ma, che non ha ha cavato ancora alcun ragno dal buco!) Pertanto, toccherà sempre a Pantalone a doversi accollare indefesso ogni addebito e soccombere sotto una siffatta sempre più asfissiante tassazioni data l’inaudita pressione che sta esercitando un siffatta obesità partitocratica che non ha paragoni al mondo essendo giunta al 45%. Ciò preannunciato e conseguente a doverci molto probabilmente sorbire e subire una nuova raffica di tassazioni grazie a quell’assurdo fiscal compact ed ad una supposta prossima riedizione di governi tecnici! Quando gli stessi tecnici continuano a riempirsi sempre più ogniqualvolta la bocca di semplificazioni e di liberalizzazioni ma, per mai contribuire a farle ed applicarle, estenderle od espanderle! Invece si sono volutamente mantenere integro ed inalterato il Porcellum al la faccia d’ogni libera scelta elettorale! Questa ne è la più che palese contraddittoria risposta dei loro inverecondi propositi!? Da cui la credibilità… resta quella sventagliata dalla forza delle agenzie demoscopiche. Quando invece, come in Olanda, la credibilità si dovrebbe ottenere nei risultati frutto di autentiche comparazioni fra i programmi quando vi si crea una cultura concorrenziale meritocratica! Come quanto ad esempio già avviene là, in Olanda, grazie all’attività svolta dalla CpB (Centraal Planbureau) (ruolo e funzione che in Italia dovrebbe venir svolto, se correttamente ristrutturato con professionisti ATTUARI, dal CNEL!?) La CpB in Olanda, giudica i partiti attraverso l’emissione di specifici rapporti che misurano gli effetti in proiezione di ogni proposta elettorali (delle piattaforme programmatiche elettorali d’ogni partito. E’ appunto, questa la modalità che manca in Italia, essendo impensabile da noi in quanto risultano finanziati oltre ai partiti (nonostante il referendum del ’93) anche i giornali! Invece là, in Olanda la “sacralità” della concorrenza viene elevata anche grazie al Centraal PlanBureau che così facendo, rende seria la campagna elettorale facendone aumentare la credibilità e conseguentemente i risultati governativi che si potranno conoscere. Giacché è in questa modalità concorrenziale espandendo questo genere di cultura che si affina la cultura e la civiltà democratica… contribuendo a ridurre sempre più le discrepanze (i gap – gli spread) fra il propositivo-elettorale rispetto al consuntivo post-governativo: giacché solo analizzando e confrontando autenticamente ogni piattaforma elettorale proiettandone per simulazione gli effetti e, le conseguenze che riprodurrebbe ogni programma elettorale nel tempo, si potrebbero avere autentiche contendibili competitive campagne elettorali che focalizzano gli aspetti economici preguanti! Appunto, la “CpB” giudica i partiti sin dai loro programmi dove, per concorrenza, gli stessi partiti conseguentemente mai s’azzarderebbero presentarsi con programmi improponibili! Giacché la CpB sostanzialmente effettua una trasparente valutazione degli effetti che avranno negli anni a venire per ogni diversa piattaforma dei partiti che chiedono voti ai cittadini. E’ la CpB che in Olanda ne verifica gli effetti su un modello, sia macroeconomico sia micro!

  2. bene, Giulio Mancabelli, di che comune sei? Noi siamo a disposizione per darti una mano per immettere nello statuto del tuo comune istituzioni di democrazia diretta. Ci trovi qui:
    http://www.facebook.com/groups/quorumzeropiudemocrazia/

  3. Ho sentito cose del genere (tutti favorevoli) quando si parlava di:
    - riduzione dei costi della politica
    - modifica della legge elettorale
    - legge sul conflitto di interessi
    - riforma della giustizia

    vai invece a vedere come hanno votato alcune proposte di legge sottoposte all’assemblea e scopri le sorprese.
    Vedi pareggio di bilancio in costituzione e legge di ratifica del Trattato di Lisbona.

    Tutta fuffa !

  4. “In alcuni comuni manca il regolamento attuativo, ma se è la legge che richiede questi strumenti essi devono esser utilizzati anche senza regolamento. In alcuni casi si è fatto ricorso al difensore civico regionale con esito positivo.”

    Sono d’accordo in parte.
    La legge dice che le forme di partecipazione popolare devono essere previste dallo Statuto … ma nello Statuto spesso si rimanda al Regolamento specifico (sulla partecipazione popolare).
    Dipende cosa prevede lo Statuto perché se è espressamente scritto che un determinato strumento previsto dallo Statuto deve essere utilizzato alle modalità descritte da apposito regolamento in assenza di regolamento non si saprebbe come utilizzare lo strumento previsto dallo Statuto.
    E’ come quando un principio costituzionale (lo Statuto equivale alla Costituzione dell’ente locale) manca di legge attuativa (v. la petizione ex. art. 50 cost.) e non si può utilizzare proficuamente.

    Il ricorso al difensore civico è opportuno, a mio avviso, per sollecitare all’amministrazione la delibera del Regolamento laddove manchi ancora … almeno per evitare dispendio di energie e ogni altro genere di risorsa nella raccolta di firme senza indicazioni precise che dovrebbero essere indicate nel regolamento.
    In alternativa al difensore civico c’è l’art. 70 del Dlgs 267/00 (che non si applica però alle regioni e province a statuto speciale).

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