QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA DEI CITTADINI !

Gianni Ceri
questa è LA DEMOCRAZIA:
In Usa (è una repubblica federale composta da 50 singoli stati aggregati) alle elezioni presidenziali si presentano sempre referendum popolari che sono diversissimi a seconda dello stato. Ciascuno ha le proprie esigenze, tradizioni, bisogni.

In California è stato presentato un referendum che alla vigilia era considerato folle. Impossibile che potesse vincere. Era dato perdente da tutti, definito da Mitt Romney “un paradosso, un vero obbrobrio perché va contro la natura stessa degli umani”. La “proposition 30” chiamava i cittadini californiani a scegliere tra due opzioni: a) aumentare del 14,7% le tasse per chi guadagna da 500 mila a 1 milione di dollari all’anno e del 28,5% per tutti coloro che guadagnano da 1 milione di dollari in su, oppure b) non aumentare le tasse.

Scelta semplice ed elementare.

Con un’aggiunta: il referendum era specifico; si spiegava infatti che quei soldi servivano per l’istruzione pubblica e la ricerca scientifica.

Poiché in California c’è il più vasto numero di famiglie ricche del mondo occidentale (e sono quelli che votano), gli ultimi sondaggi prima del voto davano vincente il No alle tasse per un 68%. I votanti erano quasi dieci milioni.

IL risultato del voto è stato il seguente:

VotesPercentage Yes 4,967,03953.9% 53,9%

NO 4,251,55846.1% 46,1%

Ha vinto il sì.

http://www.you-ng.it/blog/4026-ecco-il-futuro-che-avanza-arriva-dalla-california-la-rivoluzione-esistenziale-nel-sociale.html

2 Responses to QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA DEI CITTADINI !

  1. Se non sbaglio, mi pare che sia già successo almeno un’altra volta, forse in Svizzera?
    In ogni caso, se non si comincia a dare in mano ai cittadini reali strumenti di Democrazia, non si arriverà mai ad essere una Democrazia.
    Ma pare che i nostri governanti abbiano ben altro in testa.

  2. Giulio MANCABELLI

    Toward Open Crowd Sourcing constitution is the real straight road map today! l’unica maniera per superare l’attuale asfisiante immobilismo!
    Giacché per rendere in governance servono oltre che le competenze per chi le vuole esercitare scendendo in campo e mettendoci la faccia nella competizione politica, abbisogna anche di quelli opportuni strumenti aggiornati che il momento reclama, iniziando dai meccanismi elettorali che dovrebbero risultare minimamente non pre-orientati e/o manipolabili dalle deterrenze a regime. Specialmente quando queste vengono frenante dalle deterrenze in auge tese a contrastare ogni possibile aggiornamento se non di ripiegare tutto alle proprie volontà per così prioritariamente mantenerci prigionieri d’una siffatta obsolescenza capace meramente di perpetuare detta anacronistica collusiva autoreferenzialità!
    Tutto questo purtroppo sgorga ancora dai meccanismi elettorali che vengono mantenuti da una siffatta casta funzionali ai propri speculativi scopi anziché darsi da fare per ristrutturarli e renderli più celeri e snelli ovvero, coerenti a quanto la nostra realtà accelerato pretenderebbe del doverli aggiornare secondo quanto le nuove tecnologie ed internet permetterebbe facilitarne quel tanto atteso salto di qualità propedeutico a farci ritrovare in una democrazia più efficiente e più matura! Tutte le tradizionali organizzazioni burocratiche degli apparati tendono mantenersi sempre più lente e far melina per così guadagnare tempo e speculativamente mantenere inalterato lo status quo!
    Allora, le innovazioni gli aggiornamenti diventano questioni indifferibili da raggiungere ed applicare pertanto: la Costituzione non può esser considerata un totem da blandire ogniqualvolta se ne indichi una qualche necessità d’aggiornamento specialmente per gli aspetti del: capitolo V quale antitetica sciagura; l’anacronistico bicameralismo perfetto che non regge, ecc.
    Quanto in altrettanto modo non può essere visto come un tabù la stessa legge elettorale da poterla lasciare all’esclusiva volubilità d’una siffatta assoluta intermediazione degli apparati partitocratici per farcela:
    - propinare attraverso quel suo solito famigerato gioco dell’oca organizzato secondo quei usuali ciclici speculativi modi – fatti di viziose inopportune soste -“pitstops”:
    • costituite da inutili referendum (es. quello del ’93 che doveva eliminare il finanziamento ai partiti quanto, alcuni ministeri, ecc.) e da
    • intercalate infruttuose commissioni bicamerali concepite per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi: dal proporzionale al maggioritario e/o dal misto Mattarellum all’attuale Porcellum o viceversa se non un prossimo Precellinum o quant’altro modello elettorale rimesso all’attuale temporale compulsiva volubilità del momento attorcigliandolo intorno a formule astruse per elaborarne nuovi ibridi degni di sempre inediti ma Frankenstein! Combinando maldestramente per l’attaccamento ostinato del PdL a variabili proporzionali con la pulsione maggioritaria del PD. Ovvero, tutto il contrario di tutto rispetto alle precedenti loro precedenti posizioni e proposizioni! Un’ulteriore contraddizione che dovrebbe permetterci d’estrapolarne conseguentemente per amplificazione d’approdare ad un più completo sistema più pertinente, insito nelle cose quanto col SEMIALTERNO si propugna. Questo oltretutto incontrovertibilmente ricavabile da un semplice excursus storico sui modelli elettorali adottati finora dalla sua nascita in Italia, dato che tutto il suo percorso è tempestata da continuativi “inorganici” passaggi da modelli strutturati al maggioritario (incardinati sulla governabilità con induzione tendenziale governativa centripeta) a quelli proporzionali (imperniati sulla rappresentatività – ad induzione prevalente governativa centrifuga) per poi, (superato il periodo della democrazia paternalistica discente), cadere negli ultimi anni su modelli misti Mattarellum & Porcellum per affossarci l’intero nostro Bel Paese! Quando il tempo reclamerebbe soluzioni più pertinenti ad una democrazia più matura secondo quanto già le stesse nuove tecnologie ci permetterebbero acquisire! Invece noi anacronisticamente stiamo seguendo un demenziale tragitto quello che si sta portando sempre più al fallimento se cocciutamente sì vorrà ripercorrerlo a ritroso quando da esso si dovrebbe facilmente evincere che l’insita compiutezza deriva dal dover assiomaticamente assorbire entrambe dette induzioni (centripeta-centrifuga) per poterle più organicamente coniugarle giacché pur essendo contrarie risultano imprescindibilmente complementari! Questo è quanto il sistema SEMIALTERNO enuclea e prospetta per meglio allinearsi a quanto un siffatto accelerato (affastellante) tempo pretende organiche sistemiche articolazioni volte ad agevolare un autentico bipolarismo aperto. Tutto questo ulteriormente avvalorato dal fatta che nel mondo vari e diversi risultano essere i modelli elettorali implicita non può che esserne la loro perfettibilità. E’ per l’appunto che il SEMIALTERNO in sintesi, si basa su mandate al proporzionale (senza soglia) che verrebbero sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza con eventuale rafforzativa soglia) in caso di fine anticipata della legislatura ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Allora urge abbandonare ogni vizioso artificio e tutte quelle monopolizzazioni di sorta volte a mantenere i meccanismi elettorali transitivi per rendere sempre più intransitiva la casta libera di cambiarci il modello elettorale perfino prima dei 4 mesi dalle elezioni senza considerarla un’autentica forzature come già espresso dal Consiglio Europeo che s’è dichiarato contrario dell’introdurre nuove norme elettorali nelle vicinanze delle elezioni se non un anno prima del voto!
    Pertanto, or giunti nel terzo millennio non possiamo continuare a concepire il modello della democrazia rappresentativa bloccata sui soli limitati funzionali strumenti utilizzati quelli “della matita nel seggio” incentrato sul concepire alla rappresentanze la solita cambiale in bianco fino alle elezioni successive senza mai poter intervenire nei processi decisionali della politica. Oltretutto senza considerare l’opportunità d’intervenire a poter ristrutturare per riequilibrare in modo più completo i meccanismi elettorali come col SEMIALTERNO si propone! Così come assurdo sarebbe tralasciare la possibilità di poter far evolvere la stessa democrazia attingendo a quanto le nuove tecnologie già lasciano presupporre l’esistenza d’alternative integrative abilitando l’idea di partecipazione democratica in vari modi iniziando dal: poter intervenire controllando l’operato dei nostri rappresentanti (grazie all’insita più efficace possibilità del rendere sempre più velocemente ed efficacemente più accessibili le informazioni rispetto al passato) concedendo la possibilità d’intervenire nel decidere le priorità durante gli stessi mandati. Giungendo perfino addirittura all’idea di una continuativa consultazione! Alcune potenzialità sono già in esercizio anticipat da:
    • la piattaforma liquid feedback in Germania;
    • il sistema dell’Open Ministry in Finlandia che metterà i cittadini in grado di proporre dei disegni di legge quale punto di non ritorno nell’evoluzione della partecipazione dei cittadini;
    Tutto questo dovrebbe farci ulteriormente riflettere che è anche grazie a questa strutturale liberalizzazione che incidono sul propositivo che hanno permesso a quei 2 paesi di sempre più implementarsi in efficienza! Pertanto, senza radicali ristrutturazioni difficile sarà poterci sintonizzare a questo epocale antropologico cambio di paradigma! Senza indifferibili innovazioni arduo risulterà poter superare una siffatta strutturale anacronistica lentezza di questa nostrana classe politica ed allinearci ed adeguarci alla velocità di quanto già la realtà procede. Iniziando dal come si muove la finanza specialmente quando questa viene lasciata così scollegata d’ogni regola. Regole che prioritariamente la Politica degli Stati dovrebbe introdurre nel modo più appropriato e pertinenti per invertirne l’attuale demenziale trend speculativo presente ormai ovunque ed ad ogni livello!
    Giacché serve ovunque introdurre radicali ristrutturazioni sia nel micro, nel medio che nel macro globale! Iniziando per gli aspetti elettoral-istituzionali dalle “front line”, dagli ingressi, dai meccanismi elettorali! E’ pertanto, che come draconiana soluzione si propone adottare il sistema elettorali SEMIALTERNO! Quale idealtipo!? Sistema che permetterebbe di meglio fertilizzare il nostro Bel Paese d’una più sinergica e praticabile contendibilità in linea ad un siffatto epocale antropologico cambio di paradigma che pretende rapporti più diretti e coerenti fra elettori attivi (cittadini) a quelli passivi (rappresentanti), ridurre la frammentazione senza mortificare la rappresentatività, agevolando nel contempo la governabilità facendo sì che anche la democrazia risulti nel più avanzato modo possibile orientata all’inclusività. Questo rappresenta la prerogativa del sistema elettorale SEMIALTERNO che grazie alla sua organica articolazione permette d’ingenerare un autentico contendibile sinergico propulsivo bipolarismo aperto.
    Pertanto per incarreggiare il nostro Bel Paese e così approdare in una democrazia avanzata, partecipativa più matura tale da infervorare senso d’appartenenza urgono incisive radicali e più complete ristrutturazioni per così riformare profondamente l’impianto elettoral-istituzionale introducendo aggiornamenti auto rigenerativi come quanto la di seguito l’“open road map” propone:
    • Istituzionalizzare le primarie secondo il criterio aperto della “TOP TWO” (al principio che i primi due vincenti si contendono il collegio) come quanto già fanno in Californiana;
    • Aggiungere l’istituto del “write in” sulla scheda elettorale anche per le primarie per riscattarci da un siffatto immanente imperante lobbismo e partitismo;
    • Aggiungere l’istituto del “recall” – ostracismo – quale minimale esigenza d’equilibrio all’art. 67 – “quel …senza vincolo di mandato” ed ovviare a quei furtivi cambi di casacca. Il recall è un istituto presente già da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani;
    • Eliminare il Quorum ai referendum per rafforzarli;
    • Introdurre il referendum propositivo per controbilanciare quello abrogativo! Giacché alcun equilibrio può reggersi soltanto togliendo bensì anche aggiungendovi;
    • Introdurre la sfiducia costruttiva;
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante un anacronistico bicameralismo “perfetto” e dare consistenza ad un Senato del tipo Federale;
    • Attingere ad altre alternative opzionali di voto tipo es.: al voto cumulativo come già accade in Lussemburgo ed in Svizzera che permette di affettarlo (frazionarlo) come una torta e poi decidere come distribuirlo esempio: mezza torta al Tony, un quarto al Pero e l’altro quarto al Bortol. Questa modalità permetterebbe di sottrarsi alla totalizzante dittatura dei partiti per così poter pre-orientare dalla base col voto le eventuali alleanze di coalizioni;
    • Raddoppiare la potenzialità del voto a PREFERENZE adottando l’opzione “PRO e CONTRO” ovvero liberamente poter scegliere “pro Pero e contro Tony” o diversamente “pro” o “contro” solo Bortol; ecc.; oppure, come in Nevada introdurre la drastico opzione: “none of the above” – nessuno di cui sopra!
    • Ridurre drasticamente il “pletorico” numero dei nostrani Parlamentari che non ha paragoni e sburocratizzare gli apparati informatizzando in modo pervasivo;
    • Contribuire praticamente ed autenticamente accelerare e rafforzare l’unificazione politica europea: ammesso che questi originali propositi europeisti perdurino tuttora!? Se positivo! Procedere facendo in modo che ad ogni elezione si riduca il numero dei rappresentanti d’ogni Assemblea Parlamentare, in modo “ascalare” (es. nella misura iniziale del 50% alla prima mandata elettorale e del 20% per le successive) in modo tale da arrivare nel medio breve termine ad un massimo di soli 100 (o meno) membri per la Camera ed una sola trentina di Senatori. Ovviamente, questo processo di decrescita numerica dei Parlamentari sarebbe auspicabile applicarlo in modo particolare ai Paesi PIIGS giacché essendo già in commissariamento non necessitano di così tante prolisse rappresentanti in quando è più che sufficiente recepire dalla UE le direttive specialmente quando queste risultano dal fiscal compact inserito in Costituzione totalmente prescrittive! Ovviamente lo stesso detto processo auto riduttivo nel numero dei membri dovrebbe investire tutti gli altri Parlamenti degli Stati membri UE per contestualmente agevolare detta unificazione politica e concretizzarla.
    • farne coerentemente rispecchiare in proporzionalità il numero dei rappresentanti Parlamentari all’affettivo numero dei votanti che ogniqualvolta si esprimono alle votazioni questo da adottarsi indipendentemente dalle modalità elettorali siano esse al Proporzionale od al Maggioritario. Quindi se gli elettori attivi si sono espressi al 60% anche quelli passivi dovrebbero riflettere un 60% di membri. Da cui sgorga dover concepire le Pubbliche Assemblee d’ogni ordine, livello e grado in modo elastico – flessibile adattivo – In subordine prospettarle con un minimale numerico di rappresentanze politiche e/o amministrative;
    • Rendere 2 al massimo i mandati elettorali;
    • Rendere attivo l’art. 49 per introdurre una minima modalità democratica nei partiti italiani e farli acquisire i termini della normalità europea;
    • Eliminare il finanziamento pubblico dei partiti coerentemente all’esito del referendum del ‘93 od in subordine pretendere un inflessibile rendicontamento delle spese e contestualmente obbligare a pubblicarle in rete per qualsivoglia preteso rimborso! Prerogativa minimale per ovviare alla voracità di siffatti insaziabili apparati partitocratici;
    • Introdurre i costi standard per la politica per uniformarla a quella europea;
    • Altrettanto auspicabile risulta spogliare i nostrani parlamentari d’ogni vitalizio così come improrogabile risulta la necessità di ridurre i lauti appannaggi in continuativa tendenza al rialzo che rappresenta un’irrefrenabile patologico spread rispetto a quanto percepiscono i “Parlamentari dell’€urozone. Così come serve ridimensionare ogni stipendio ai boiardi di Stato ed ai CDA statali (gran commis) così come ai parastatali ed ad ogni altra figura d’ogni livello burocratico ed amministrativo, municipalizzate comprese quanto i manager bancari salvati dallo Stato. Poiché tutti presentano redditi che sforano qualsiasi globale comparazione, tutti soggetti che impunemente restano inchiodati su più poltrone e che non demordono pur riscuotendo sfarzose pensione;
    • Introdurre pertanto dei massimali agli stipendi pubblici;
    • Provvedere alla ristrutturazione dei ricambi dei dirigenti delle burocrazie: ne capi di gabinetto o capi dell’ufficio legislativo a vita. Quindi, equilibrarne il rapporto sia per non esagerare nel gratificarli concedendo loro indebito monopolio ne per contro adottare lo spoil system per così renderli succubi dei politici di turno, sarebbe invece opportuno, introdurre una soglia minima ed una massima per la durata di queste carriere Vedi T.Boeri:
    • eliminare tutte le province (retaggio della discesa di Napoleone) anziché decretarne un loro solo parziale dimezzamento da 86 a supposte 51 che innescherà un prossimo guazzabuglio istituzionale fatto d’infiniti ricorsi, referendum secessionisti ed appelli di città contro campanili in rivolta, ecc.;
    • Introdurre ovunque criteri meritocratici per dissipare il clientelismo, la cooptazione, ecc. e non continuare a violentarli;
    • Risolvere la questione del conflitto d’interessi;
    • Introdurre gli Eurobond e rendere la BCE banca dell’ultima istanza;
    • Correggere l’influenza delle agenzie di rating;
    Quindi, per evolvere serve rendersi conto che urge una semplice improcrastinabile rivoluzione copernicana quella che infonda accountability -responsabilità – rendendo chiare e trasparenti tutte le prassi ed i processi democratici accessibili già nella rete secondo il modello del Freedom of Information Acts statunitense ed idealmente integrarsi con le potenzialità che le nuove tecnologie permetterebbero maggiore interattività con più pronti liquid feed back e/o referendum volti a rendere virtuosa e propulsiva la ripresa e lo sviluppo! Giacché è quando l’informazione diventa più precisa, i membri di una società tendono ad aspettarsi di più e ad essere più esigenti pertanto, l’eccesso ad un informazione più ampia potrà produrre una domanda di politica di maggiore qualità! Da cui l’esigenza di una maggior circolarità dell’informazione per risultare più competitivi accendendo virtuosa interattività: opencrowdsourcing!
    Serve svegliarci e darsi da fare ed attrezzarsi per cambiare spartito! Giacché per evolvere urge rimuovere l’ipertrofismo burocratico che ci sta strozzando con una siffatta inaudita pressione fiscale che non ha eguali al mondo!
    Pertanto per incarreggiare il nostro Bel Paese urgono radicali e più complete ristrutturazioni quanto col sistema SEMIALTERNO si propone far enucleare una più sinergica contendibilità come di seguito:
    1) rappresenta un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto giacché
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come attesta l’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (MAGGIORITARIA eventualmente ulteriormente rafforzato introducendo una soglia es. al 5%!) anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio”. Ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione durante lo svolgersi di legislature;
    5) Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale e quest’ultima viene intesa come riferimento di base. Lo stesso automatismo a richiamo alterno non si attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale imperniate prevalentemente sulla Rappresentatività ovvero, sull’induzione centrifuga! Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un governo attivo e si concluda secondo i suoi canonici 5 (cinque o diversamente) anni come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si rimette ad una nuova legislatura mandata al Proporzionale. Quindi, teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente!
    7) Il SEMIALTERNO comunque, aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo – imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma complementare rappresentato dal “MAGGIORITARIO (a Premio di Maggioranza) incardinato sulla governabilità!
    Pertanto, se si continuerà a mantenere la politica avvinghiata in siffatti obsoleti parametri… la finanza si ritroverà ancor più svincolata d’agire sia nel micro che nel macro globale per perseverare a sguazzare nella sua massima autoreferenziale creatività collusiva. Lasciando l’Europa sempre più subalterna al modello anglo americano; vittima d’un capitalismo finanziario compulsivo e speculativo e sempre più libero di decollare a quella nota potenza che l’algoritmo concede (le para obbligatorie parassitarie sottoscrizione di contratti bancari sui derivati per i mutui: purtroppo tuttora continua!) tale da annientare l’economia reale quella nostrana in modo particolare: dei beni tangibili essendo l’Italia una delle maggiori nazioni fatturiere! Pertanto una delle direzioni da intraprendere non potrebbero che essere quelle di un sostanziale ridimensionamento della finanza giacché non è possibile assicurare agli investimenti finanziari rendimenti reali del 5-10% che l’economia reale non può dare da cui sgorga la sostanziale necessità di revisionare il Patto di stabilità dell’UE che sta bloccando ogni investimento perfino per la prevenzione dove restiamo comunque esposti al rischio di ogni tipo di cataclisma! Giacché alla politica imprescindibilmente servono strategie concrete imperniate sull’economia reale!
    Quindi urge su tutti i fronti invertire la rotta, diversamente le conseguenze saranno di dover continuare così disarmati ad essere prigionieri della solita speculativa obsolescenza. Specialmente in questo momento dove tutti gli indicatori risultano negativi sconveniente se non autolesionista risulta incentrarsi su un eccessivo rigore – un’austerity intesa come continua tosatura delle stesse aziende e delle medesime famiglie in una siffatta soffocante pressione fiscale quando tutto è in regressione: Pil, occupazione, e lo spread aumenta così come il debito arrivato già a ben 1.995 miliardi dei quali 88 nei soli 9 ultimi mesi da Monti!
    Pertanto, per risanare urge oltre che a tagliare la spesa corrente serve far sì che il Governo si dimostri più capace di fare la voce grossa in Europa provvedendo a cambiare una siffatta austerity totalmente autolesionista giacché così continuando sostanzialmente si ripercuoterà contro L’Europa stessa poiché servono Keynesiani interventi di sviluppo per non ulteriormente soccombere!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso in quanto si rimette all’insito strutturale suo auto correttivo automatismo ingenerato ed indotto dal rendere complementari il proporzionale col maggioritario e viceversa è con questi passaggi che s’ingenera quella maggiore contendibilità volta a contrastare le deterrenze in campo tali da poter dissipare il rischio di monopolio o d’un “inciucciato” duopolio indotto da maggioritari forzosi che ci espongono al rischio d’avvitamenti autoritari. Giacché è l’articolazione stessa del SEMIALTERNO che ne permette un intrinseco necessario virtuoso effetto rigenerativo di rettifica, quale meccanismo indispensabile a potersi così praticamente ritagliare ogniqualvolta nel modo più appropriato, adattivo l’effettiva necessaria soglia autocorrettiva. Tutto questo si rende indispensabile a qualificare il SEMIALTERNO come idealtipo sistema completo, elastico flessibile, adattivo coerente a quanto l’attuale cangiante accelerata realtà contestuale che una democrazia arrivata al post moderno pretende sistemi più completi ed aggiornati al tempo!

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