Raccolta firme ‘Quorum Zero’: un’esperienza umana e (super) eroica

di Annamaria Macripò

Questa volta è d’uopo partire dalla fine, ovvero dai ringraziamenti.

Eh, sì, perché non si possono non ringraziare le 52.680 persone, cittadini italiani, che ci hanno messo la firma, in calce alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare.

E chi ha fatto banchetti in giro per l’Italia sa che quelle firme sono ‘pesanti’ e ‘pensanti’, in quanto donate da gente consapevole, che credeva in ciò per cui ha firmato, che sa o ha scoperto cosa vuol dire democrazia diretta, che ha fatto lo sforzo di ascoltarci mentre snocciolavamo i numerosi articoli di una proposta quanto mai elaborata e quindi per niente populista, che si sono entusiasmati all’idea di un possibile miglioramento dell’attuale democrazia rappresentativa tramite l’introduzione di strumenti di partecipazionee di democrazia diretta più forti e attivi che consentirebbero al popolo stesso di legiferare (come previsto, ma mai attuato, dalla Costituzione).

E come non ringraziare chi ha permesso con la propria presenza, regalandoci un po’ del proprio tempo, l’autenticazione delle suddette firme ai numerosi banchetti, quasi sempre durante il fine settimana, quindi rinunciando a un po’ del proprio tempo libero (ma tant’è, questa è la follia di una legge che ancora una volta svilisce l’iniziativa del cittadino rendendogli l’impresa ardua e piena di ostacoli); quindi un grazie agli autenticatori, figura quanto mai preziosa (nonché indispensabile) per il raggiungimento del nostro obiettivo.

L’unico modo che abbiamo per ringraziarli è citare i loro nomi di seguito (la lista è quanto mai breve). A Vicenza hanno aiutato a raccogliere le firme per Quorum Zero e Più Democrazia i seguenti funzionari pubblici: Annalisa Bedin, Paola Mercurio, Giovanna Turra, Maria Teresa Turetta, Marta Rappo, Eugenio Berti; e i consiglieri comunali Cinzia Bottene, Gianpaolo Giacon, Maurizio Franzina, Giovanni Diamanti, Paolo Mazzuoccolo.

Ma forse sto dando per scontato che tutti sappiano cosa sia un autenticatore… e allora forse è necessario aprire una breve parentesi per dire che nessuna raccolta di firme a sostegno di referendum o di proposte di legge di iniziativa popolare presentati da gruppi di cittadini possono essere effettuate senza la presenza di un autenticatore che convalidi sul posto e al momento le firme. Si tratta di ‘pubblici ufficiali’, in genere consiglieri comunali o funzionari comunali, designati dal sindaco, che volontariamente e senza compenso mettono a disposizione il proprio tempo per questi gruppi di cittadini chedecidano di avviare un’iniziativa a livello locale o nazionale nel tentativo di migliorare lo status quo, di cui tutti si lamentano, di solito, però, solo a parole, appunto.

Infine due parole sul percorso tracciato da questa esperienza a tratti entusiasmante, a tratti avvilente, che ha coinvolto numerosi gruppi e singoli sparsi sul suolo italico, da Giarre (Catania) al più piccolo comune dell’Alto Adige dal nome impronunciabile!

Da quel freddo giorno di metà febbraio in cui 17 cittadini si sono dati appuntamento a Roma davanti al ‘Palazzaccio’ della Corte di Cassazione, affrontando la più grossa nevicata mai verificatasi negli ultimi 110 anni, per depositare la proposta di legge denominata ‘Quorum Zero e Più Democrazia’ al 24 agosto, data di consegna delle firme a Montecitorio, sono passati esattamente sei mesi.

In questo periodo è capitato di tutto: dallo scioglimento dei ghiacci al Polo, ai litigi fra superdemocratici ligi alle regole e idealisti e pseudodemocratici con delirio superomistico.

Questo ha comportato l’abbandono dell’impresa da parte di alcuni gruppi di ‘non pensanti’ che agiscono solo in base agli umori e ai dictat dei propri presunti ‘capi’. Niente di grave, solo qualche centinaio di braccia in meno a raccogliere le firme, ma una consapevolezza in più: chi non aderisce anche con la propria condotta, pubblica o privata che sia, al metodo e alle regole della democrazia diretta, non potrà mai adottarla altrove, sarà sempre posticcia.

Dunque meno pubblicità e più fatica e sudore nell’impresa, come dicevamo, già ben poco populista in partenza, e che, come se non bastasse, andava a intaccare uno dei tabù italiani, la Costituzione.

Ebbene sì, la nostra proposta prevede anche modifiche costituzionali… apriti cielo! E come fa un manipolo di cittadini a permettersi anche solo di pensare di voler cambiare (migliorare) la Costituzione? Impossibile!

Figuriamoci, in Islanda l’hanno riscritta da capo, la Costituzione, e sono stati proprio i cittadini a farlo, scelti a caso, per di più! Allucinante!

No, allucinante, a dir poco, è stata la fase di richiesta delle certificazioni delle firme in tutt’Italia, successiva alla raccolta. Questo è allucinante, questo è assurdo: che i cittadini debbano fare una cosa tanto burocratica, tanto inutile (le firme potrebbero comunque essere certificate in altro modo – impariamo un po’ come si fa dalla vicina Svizzera!), tanto kafkiana… personalmente ho dovuto procurarmi gli indirizzi di posta elettronica di centinaia di uffici anagrafe o elettorale di comuni sparsi per l’Italia, inviare loro una mail con la richiesta di certificazione dei nominativi di cittadini lì residenti che avevano ‘osato’ sottoscrivere una proposta di legge nazionale in un altro comune diverso dalla propria residenza. Pazzesco!

In più, questi certificati dovevano essere presentati in originale… in originale, capite?! Quindi questi funzionari dovevano cercare i nominativi indicati, verificare l’evidenza della loro iscrizione alle liste elettorali, stampare il certificato, mettere il certificato in una busta, affrancarla e spedirla al mio indirizzo! Se non è diabolica volontà di impedire la realizzazione del principio di sussidiarietà questa, non so cos’altro lo possa essere!!!

Ma per concludere voglio evidenziare gli aspetti positivi: la proposta di legge è partita con 17 intrepidi firmatari, è stata abbandonata in corsa da qualche pavido, ma sempre in corsa ha acquistato l’appoggio di singoli cittadini che, entusiasmati dalla sostanza della proposta, si sono messi a disposizione, regalando tempo prezioso alla causa e organizzando banchetti nei posti più impensati per raggiungere l’obiettivo delle 50.000 firme, e poi facendo un lavoro di controllo accurato prima della consegna. L’impresa è stata portata a termine anche grazie a loro, grazie a tutti, grazie a questo passaggio di testimone che ha coinvolto nuove leve e iniettato energia vitale a gruppi provati da mesi e mesi di raccolta firme che sfidavano le previsioni meteo.

Ce l’abbiamo fatta. Ora sta a noi far sì che questa proposta non venga buttata in un cassetto e lì abbandonata.

Si tratta di una proposta ‘scomoda’ per chi è al potere e questo è un motivo in più per vegliare affinché non cada nell’oblio. Parlarne e farne parlare.

Per cui, forza, c’è ancora da fare! Quello era solo l’inizio…

 

8 Responses to Raccolta firme ‘Quorum Zero’: un’esperienza umana e (super) eroica

  1. è stata una grande impresa in effetti….freddo,caldo, delusioni, soddisfazioni e tanto contatto con i cittadini
    Bello! Avanti così!

  2. Sono quasi commosso nel leggere questa lettera che mi ha fatto rendere un po’ più conto delle enormi difficoltà incontrate da tutti i volontari (spiacente ma io come tanti ho solo seguito la cosa mi rendo conto anche distrattamente su facebook) a cui volevo rinnovare i miei grandi ringraziamenti ed ammirazione. Cercherò in occasioni future di essere in qualche modo più partecipe e non solo spettatore perche solo in questo modo mi rendo conto, la democrazia diretta può essere efficace. Grazie ancora a tutti!

  3. Come ho scritto altrove ho iniziato pensando di firmare diffondere un po, poi mi ci sono buttato dentro e ho finito questa prima parte del percorso sentendomi parte di una comunità di persone informate, creative, tenaci incredibilmente determinate, da cui ho imparato e imparerò ancora molto. A volte è stata dura, ma ne è valsa e ne vale la pena. Grazie alle persone che non ho mai incontrato e che hanno condiviso con me questa notevole esperienza.
    Diego – Sesto S. G. – MI

  4. Brava Annamaria, difficile trovare parole migliori!

  5. A proposito di questa iniziativa molto interessante sia nei contenuti che nel metodo, mi è sorta la domanda su come mai non ne fossi a conoscenza in alcun modo, pur essendo un attivista del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e seguendo numerosi blog/newsletter di approfondimento politico.
    Mi chiedo dunque se avete provato a informare i promotori degli ultimi referendum cosa che sarebbe stata logica visto che sono gli ultimi ad aver affrontato e superato il problema del quorum. Forse si potevano creare importanti sinergie visto che si tratta anche in questo caso di persone che hanno a cuore la democrazia diretta e partecipativa.
    Auguro ogni successo all’iniziativa ma rilevo che 52.600 firme, poche in più del limite minimo, sono veramente a forte rischio (noi del movimento per l’acqua ne avevamo raccolte 450.000 per la nostra legge popolare, mai discussa dal Parlamento). Forse cercando di fare più rete si poteva arrivare a un numero di sicurezza. Ma magari sono stato io distratto.
    Inoltre: la proposta decade al termine della legislatura? Spero proprio di no, perche’ altrimenti sarebbe stata tutta fatica sprecata.
    Grazie
    Francesco

    • Ciao Franesco…hai pienamente ragione. Con ogni iniziativa si parte praticamente da zero, buttando via l’esperienza dei gruppi che hanno fatto altre iniziative. Ognuno fa il suo pezzetto, ognuno è il più figo…
      Come creare questa sinergia? Se hai piacere abbiamo estremo bisogno di nuove idee sulla pagina Facebook dell’iniziativa (dove mi sono permesso di postare il tuo commento, visto che giriamo intorno a questo argomento da tempo, senza però arrivare a qualcosa): https://www.facebook.com/groups/quorumzeropiudemocrazia/

  6. no, le leggi di iniziativa popolare non decadono e vengono ripresentate automaticamente ad ogni legislatura.Ti informo che a Trento, si, avevamo contattato quelli dell’acqua, ma la risposta è stata : no grazie…auguri per la raccolta….

    • Grazie per la risposta anzitutto.
      Non so come sia andata con il contatto di Trento (dove comunque ci sono ottimi comitati molto attivi e aperti, come quelli dell’Associazione Yaku), comunque altra cosa sarebbe stato un contatto ufficiale con il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che avrebbe proposto la richiesta a tutti gli attivisti e si sarebbe valutato:
      - se impegnarsi direttamente
      - se non impegnarsi direttamente ma sostenere l’iniziativa a livello promozionale invitando ad andare a firmare.
      Dispiace che ognuno pensi sempre di essere solo sulla Terra quando provando a mettere a comune si potrebbe ottenere molto di piu’ in quanto, dopo i referenda dello scorso giugno 2011, la sensibilita’ sul tema del quorum, della necessita’ di strumenti propositivi e non solo abrogativi e della macchinosita’ ottocentesca della certificazione erano elementi che bruciavano sulla pelle di molti di noi attivisti!
      Faro’ comunque la stesa domanda che ho fatto a voi al Coordinamento Nazionale del Forum per sapere se erano a conoscenza dell’iniziativa e se vi sia stata una valutazione del sostegno all’iniziativa.
      Saluti
      Francesco

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